Stampa d’arte

LA STAMPA D’ARTE ORIGINALE

La stampa è un processo per impressione, attraverso l’uso di una matrice, permette di riprodurre più copie di un identico soggetto. La tecnica di stampa più antica è senza dubbio la xilografia, dove la matrice è ottenuta attraverso l’incisione di una tavola in legno; ne troviamo i primi esempi già nell’lndia del 900 a.C. In Cina sotto la dinastia Sung (960-1279 d.C.), la xilografia raggiunge già un alto livello tecnico, e vivrà uno splendido periodo anche nel Giappone del XVII secolo, con la scuola di Ukiyo-e. In occidente la xilografia comparve solo verso la fine del 1200. Nel secolo successivo Cennino Cennini narra, nel suo libro sull’Arte, di un utilizzo di questa tecnica per la stampa su stoffa. Saranno poi i Colpurteurs (venditori ambulanti), vagando per i mercati d’Europa, a diffondere le prime stampe di gusto semplice e popolare. Solo verso la metà del ‘400, anisti di professione cominciarono a prendere nella dovuta considerazione tale mezzo espressivo. Negli stessi annil’introduzione della carta in occidente permise l’affermazione della stampa, soprattutto quella a carattere religioso: alcuni monasteri divennero così veri e propri centri di produzione e divulgazione delle matrici stampate. L’utilizzazione come matrice di stampa della lastra metallica incisa, è un’invenzione tarda e tipicamente Europea. IL Vasari rivendicherebbe ai fiorentini le origini di tale tecnica, narrando come Maso Finiguerra . argentiere, avesse casualmente trasferito su un foglio l’impressione delle decorazioni incise su di un vassoio. Certamente nella seconda metà del ‘400, tra orafi e argentieri era di uso comune il Niello, il risultato cioè di una rudimentale operazione di stampa che permetteva di controllare la qualità dell’esecuzione e di conservare i modelli dei lavori eseguiti. E’ perciò facile comprendere come le prime matrici metalliche per la stampa siano state realizzate con gli strumenti tipici degli orafi, come il bulino, che provocando un vero solco sul metallo, permette all’artista di ottenere sulla carta segni di intensità variabile, a seconda della pressione esercitata.

Una vera svolta nell’arte incisoria si ebbe con l’utilizzo di soluzioni acide per scavare i solchi sul metallo : tra il 1514 e il 1519 troviamo Dùrer, grande incisore tedesco, dedito appunto alle ricerche sugli acidi, usati all’epoca per incidere decorazioni sulle armature dei cavalieri. Ma spetta a Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, il merito di aver sviluppato tali tecniche eseguendo, nel 1520, le prime acqueforti.

Nasce così un raffinato sistema di incisione “indiretta” che, per scavare il segno sulla matrice, si avvale di un mordente di densità e colore del tutto simile all’acqua, oggi individuato nell’acido nitrico, ma anticamente detto acquaforte. In tale tecnica l’incisore opera su una lastra cosparsa di cera, con punte di varie forme e dimensioni, scoprendo così il metallo affinché, nel bagno, l’acido possa scavarsi un solco. I sistemi con cui intervenire sulla lastra si sono nel tempo moltiplicati (acquetinte, cera molle, maniera nera…), e ancofloggi gli artisti più esperti riescono ad ottenere effetti particolari e personali apportando continuamente piccole novità tecniche.

L’acquaforte assieme ai sistemi calcografici che ne derivano è, contrariamente alle litografie e serigrafie una tecnica assai difficile da contrattare, ed è per questa che conserva intatto il suo valore ed inalterate nel tempo le sue prerogative. Ciò nonostante, nel mondo contemporaneo, dominato dalla tecnologia e da un mercato sovente privo di scrupoli, dove molta grafica venduta per originale è invece solo un prodotto fotomeccanico di scarso valore economico ed artistico, si è reso necessario definire cosa sia una stampa d‘ arte originale, un modo di tutelare l’acquirente e salvaguardare la genialità e la manualità dell’artista. Ci ha pensato, nel dicembre del i964, il Comitè National de la Gravare, con una definizione ratificata dalla Chambre Sindacale de I’Estampe et du Dessin, e pubblicata su Nouvelle de I’Estampe nel febbraio del 1965: “Sono considerate incisioni originali le prove tirate in nero o in colore da una o più matrici interamente disegnate ed incise a mano dall’artista medesimo, qualunque sia la tecnica usata, ad esclusione di tutti i procedimenti meccanici e fotomeccanici.

Solo le stampe rispondenti a tali requisiti hanno il diritto di chiamarsi STAMPE D’ARTE ORIGINALI.

2 Responses to “Stampa d’arte”

  1. loretta siena 5 gennaio 2014 at 15:21 Permalink

    Poco tempo fa assieme a mia cognata sono stata nel bel borgo di Certaldo.In quell’occasione abbiamo visitato il laboratorio di Silvia Borgogni.Per la verità ci siamo entrate più di una volta in quanto ci piaceva vedere l’artista all’opera.Il processo di incisione nelle sue varie fasi è interessante e Silvia è stata disponibile e paziente .Fra i tanti lavori esposti mi è piaciuta la serie” tango” e,dato che le feste di Natale/Fine Anno non erano lontane, ho scelto tra quella serie, piena di vita e di movimento, il mio regalo.Anche mia cognata non si è fatta sfuggire l’occasione e ha optato per una incisione della serie “Still Life”Abbiamo salutato Silvia con un bel “torneremo a trovarti”. Loretta Siena e Anna Maria Moschitta

  2. www.dermicosvive.it 3 agosto 2015 at 12:05 Permalink

    ! E ‘difficile non essere d’accordo con te su molte questioni, mi auguro che posso essere un po’ più propenso perchè si
    legge bene

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